Per parlare di Honda bisogna fare delle premesse, per quale motivo?

Honda è stata per anni la regina della categoria con moto curatissime, affidabili, veloci e vincenti.

Honda è Honda” o “Sono 10 anni avanti” sono frasi che quando si parla delle moto rosse emergono sempre anche se negli ultimi anni le cose sono cambiate.

Honda ha dormito sugli allori e ha pagato scelte e moto non proprio azzeccate o riuscitissime, pure i fans sfegatati del marchio hanno dovuto ammettere che Honda non è stata all’altezza del marchio e molti nelle annate dal 2009 al 2016 hanno cambiato bandiera.

Nel 2017 e 2018 c’è stata un colpo di reni da parte della casa di Tokio.

La nuova crf 450r 2017 è stato un progetto che ha dato un colpo di spugna al passato critico di Honda.

  • Basta forcelle ad aria, basta motori forse fin troppo docili rispetto alla categoria, un nuovo telaio e il magico bottoncino per l’avviamento ad accontentare tutti.
  • La moto è piccola per essere un 450, il doppio silenziatore resta nascosto sotto le plastiche e a vista la moto sembra compatta, senza plastiche lascia a bocca aperta per la cura dei particolari partendo dal serbatoio in titanio passando per il telaietto con saldature e rinforzi a vista.
  • La cassa filtro è molto particolare e dritta con il condotto posizionato centralmente in alto guardando dentro l’airbox che resta un po’ sacrificato per la presenza della batteria, l’operazione dello smontaggio e rimontaggio del filtro aria non è il massimo dell’ergonomia.
  • Per il resto a livello di plastiche e viteria siamo davanti ad una moto molto curata una vera e propria Honda e qui torniamo al discorso iniziale, le viti e i particolari marchiati con logo Honda, le piastre con il logo Hrc e l’ala Honda anche se sono semplici piastre in alluminio emozionano c’è poco da dire.
  • Il comando sul manubrio delle 3 mappature il bottoncino dell’avviamento non sono invasivi e sono ben rifiniti.

NOTE NEGATIVE

Rimane l’unica moto insieme a kawasaki con il manubrio da 22 e i soliti cerchi did noti per la poca resistenza rispetto ad altri equipaggiamenti, i cerchi sono neutri e possono non piacere ed essere meno aggressivi rispetto ad i cerchi neri o blu della concorrenza ma hanno la particolarità di rimanere belli col tempo con una semplice passata di idropulitrice e senza rovinarsi sul bordino dopo qualche ora di sabbia.

IN SELLA

Il peso della moto è importante rispetto alla concorrenza specialmente guardando i dati record di Ktm ma il fatto di essere compatta e ben raccordata nelle sovrastrutture non si sente prendendo la moto dal cavalletto.

La posizione in sella è ben raccordata la moto è piccola per gli spilungoni ma comunque non è scomoda perché le pedane restano in una buona posizione, la piastra superiore rispetto alla sella è un pelo più alta rispetto agli standard visti sulle ultime moto che hanno la piastra superiore parallela alla sella.

Le tabelle posteriori un po’ bombate per il doppio silenziatore non danno fastidio ma la loro presenza ogni tanto si fa sentire se abituati alla concorrenza.

L’accensione è rapida e senza tanti preamboli, tirare la levetta dell’avviamento a freddo è inutile, il motore parte e non c’è da fare tanti riti come accade per esempio sulle ktm dal 2016 in poi con batteria “leggera”.

IN PISTA

la prima cosa che si avverte è quella di una moto molto bilanciata ma molto agile, se le altre moto si assomigliano molto questa è fuori dal coro, è agile e fa quello che vuoi anche se nei punti veloci non è fermissima, l’impressione è quella di avere una moto alta e corta, nei primi giri venendo da altre moto l’impressione è quella di una moto che non dà molta confidenza a livello ciclistico ma a differenza delle altre è una moto che con pochi click si adatta completamente al pilota, logicamente la base è quella di una moto molto facile e maneggevole come da tradizione Honda.

LA MIA IMPRESSIONE

Una ciclistica molto sincera, con le altre magari ti butti nei canali e nelle buche senza pensarci ma è anche facile trovarsi la moto per cappello senza avere preavvisi, qui la moto ti permette di fare quello che vuoi ma ti fa capire il tuo limite, non è semplice da far capire scrivendolo ma è una moto facile e divertente che in certe situazioni come le curve strette ti permette di girare senza esitazione dove con altre moto fai letteralmente manovra e quando invece la spremi e cerchi il suo limite lei te “lo chiede” se sei in grado di farlo e se nello stretto e in curva ha una facilità disarmante sul veloce e bucato chiede un po’ di malizia ma sempre dando preavviso, è un evoluzione comunque in positivo delle vecchie Honda.

IN SINTESI

Se con le altre puoi permetterti di girare con il culo sul parafango posteriore e curvando coi piedi staccati dalle pedane che rimangono dritte, lei se passeggi è la moto più facile del mondo ma se provi ad arrivare al limite la devi guidare e non è di certo un difetto.

  • Il motore è bellissimo, un erogazione piena senza mai essere esagerata o sgarbata pure qui dà il meglio di se con una guida soft senza tanti cambi di marcia ma non disdegna nemmeno una guida cattiva, le tre mappature si sentono molto, con la soft la moto diventa molto docile e su terreni scivolosi potrebbe essere un asso nella manica, la hard non mi ha fatto impazzire la moto diventa solo più brusca la standard a mio parere è il compromesso migliore.
  • Il freno posteriore è potente e ben modulabile e ha la tendenza a non bloccare, davanti stesso discorso molto potente e ben modulabile.
  • Frizione: L’ho smontata e finalmente ho visto un bel cestello anodizzato e 6 molle ho pensato che fosse la volta buona per una frizione decente su una honda…mi sbagliavo…
  • La leva ha veramente poco raggio di azione e la frizione stacca dopo pochi millimetri di leva, ho dovuto usare la leva praticamente senza gioco ed è un casino perché la frizione nonostante le sei molle ha 7 dischi al posto dei classici 8 e uno di questi è sotto dimensionato per fare spazio ad una inutile molla a tazza in fondo alla frizione (che col tempo pare fare anche dei danni al cestello), scelta a dir poco discutibile.

Chi sulle Honda ci bazzica da tempo su questo modello consiglia di cambiare la frizione come una Rekluse o una Hinson o simili o con un comando idraulico, io ho provato con un comando frizione regolabile e togliendo il disco piccolo in sughero e la molla a tazza e mettendo un disco normale e la frizione cambia già ma resta sempre una frizione delicata e in manche un po’ lunghe può capitare di mettere mano al registro frizione, la soluzione della frizione idraulica o aftermarket da sicuramente più vantaggi ma a costi non proprio popolari ed è un vero peccato.

CONCLUSIONI

Honda mantiene le caratteristiche tipiche che da anni la distinguono, una moto facile che non stanca ma anche un motore e una ciclistica equilibratissimi che si adattano con pochi click sia al pilota con poco allenamento come ai più esperti.

Voto da 1 a 10: 6

Pregi: qualità costruttiva, reparto sospensioni e ciclistica sensibili ai click, erogazione del motore

difetti: frizione pessima, cassa filtro scomoda nella manutenzione.

Categoria:

Lascia un commento

Per parlare di Honda bisogna fare delle premesse, per quale motivo?

Honda è stata per anni la regina della categoria con moto curatissime, affidabili, veloci e vincenti.

Honda è Honda” o “Sono 10 anni avanti” sono frasi che quando si parla delle moto rosse emergono sempre anche se negli ultimi anni le cose sono cambiate.

Honda ha dormito sugli allori e ha pagato scelte e moto non proprio azzeccate o riuscitissime, pure i fans sfegatati del marchio hanno dovuto ammettere che Honda non è stata all’altezza del marchio e molti nelle annate dal 2009 al 2016 hanno cambiato bandiera.

Nel 2017 e 2018 c’è stata un colpo di reni da parte della casa di Tokio.

La nuova crf 450r 2017 è stato un progetto che ha dato un colpo di spugna al passato critico di Honda.

  • Basta forcelle ad aria, basta motori forse fin troppo docili rispetto alla categoria, un nuovo telaio e il magico bottoncino per l’avviamento ad accontentare tutti.
  • La moto è piccola per essere un 450, il doppio silenziatore resta nascosto sotto le plastiche e a vista la moto sembra compatta, senza plastiche lascia a bocca aperta per la cura dei particolari partendo dal serbatoio in titanio passando per il telaietto con saldature e rinforzi a vista.
  • La cassa filtro è molto particolare e dritta con il condotto posizionato centralmente in alto guardando dentro l’airbox che resta un po’ sacrificato per la presenza della batteria, l’operazione dello smontaggio e rimontaggio del filtro aria non è il massimo dell’ergonomia.
  • Per il resto a livello di plastiche e viteria siamo davanti ad una moto molto curata una vera e propria Honda e qui torniamo al discorso iniziale, le viti e i particolari marchiati con logo Honda, le piastre con il logo Hrc e l’ala Honda anche se sono semplici piastre in alluminio emozionano c’è poco da dire.
  • Il comando sul manubrio delle 3 mappature il bottoncino dell’avviamento non sono invasivi e sono ben rifiniti.

NOTE NEGATIVE

Rimane l’unica moto insieme a kawasaki con il manubrio da 22 e i soliti cerchi did noti per la poca resistenza rispetto ad altri equipaggiamenti, i cerchi sono neutri e possono non piacere ed essere meno aggressivi rispetto ad i cerchi neri o blu della concorrenza ma hanno la particolarità di rimanere belli col tempo con una semplice passata di idropulitrice e senza rovinarsi sul bordino dopo qualche ora di sabbia.

IN SELLA

Il peso della moto è importante rispetto alla concorrenza specialmente guardando i dati record di Ktm ma il fatto di essere compatta e ben raccordata nelle sovrastrutture non si sente prendendo la moto dal cavalletto.

La posizione in sella è ben raccordata la moto è piccola per gli spilungoni ma comunque non è scomoda perché le pedane restano in una buona posizione, la piastra superiore rispetto alla sella è un pelo più alta rispetto agli standard visti sulle ultime moto che hanno la piastra superiore parallela alla sella.

Le tabelle posteriori un po’ bombate per il doppio silenziatore non danno fastidio ma la loro presenza ogni tanto si fa sentire se abituati alla concorrenza.

L’accensione è rapida e senza tanti preamboli, tirare la levetta dell’avviamento a freddo è inutile, il motore parte e non c’è da fare tanti riti come accade per esempio sulle ktm dal 2016 in poi con batteria “leggera”.

IN PISTA

la prima cosa che si avverte è quella di una moto molto bilanciata ma molto agile, se le altre moto si assomigliano molto questa è fuori dal coro, è agile e fa quello che vuoi anche se nei punti veloci non è fermissima, l’impressione è quella di avere una moto alta e corta, nei primi giri venendo da altre moto l’impressione è quella di una moto che non dà molta confidenza a livello ciclistico ma a differenza delle altre è una moto che con pochi click si adatta completamente al pilota, logicamente la base è quella di una moto molto facile e maneggevole come da tradizione Honda.

LA MIA IMPRESSIONE

Una ciclistica molto sincera, con le altre magari ti butti nei canali e nelle buche senza pensarci ma è anche facile trovarsi la moto per cappello senza avere preavvisi, qui la moto ti permette di fare quello che vuoi ma ti fa capire il tuo limite, non è semplice da far capire scrivendolo ma è una moto facile e divertente che in certe situazioni come le curve strette ti permette di girare senza esitazione dove con altre moto fai letteralmente manovra e quando invece la spremi e cerchi il suo limite lei te “lo chiede” se sei in grado di farlo e se nello stretto e in curva ha una facilità disarmante sul veloce e bucato chiede un po’ di malizia ma sempre dando preavviso, è un evoluzione comunque in positivo delle vecchie Honda.

IN SINTESI

Se con le altre puoi permetterti di girare con il culo sul parafango posteriore e curvando coi piedi staccati dalle pedane che rimangono dritte, lei se passeggi è la moto più facile del mondo ma se provi ad arrivare al limite la devi guidare e non è di certo un difetto.

  • Il motore è bellissimo, un erogazione piena senza mai essere esagerata o sgarbata pure qui dà il meglio di se con una guida soft senza tanti cambi di marcia ma non disdegna nemmeno una guida cattiva, le tre mappature si sentono molto, con la soft la moto diventa molto docile e su terreni scivolosi potrebbe essere un asso nella manica, la hard non mi ha fatto impazzire la moto diventa solo più brusca la standard a mio parere è il compromesso migliore.
  • Il freno posteriore è potente e ben modulabile e ha la tendenza a non bloccare, davanti stesso discorso molto potente e ben modulabile.
  • Frizione: L’ho smontata e finalmente ho visto un bel cestello anodizzato e 6 molle ho pensato che fosse la volta buona per una frizione decente su una honda…mi sbagliavo…
  • La leva ha veramente poco raggio di azione e la frizione stacca dopo pochi millimetri di leva, ho dovuto usare la leva praticamente senza gioco ed è un casino perché la frizione nonostante le sei molle ha 7 dischi al posto dei classici 8 e uno di questi è sotto dimensionato per fare spazio ad una inutile molla a tazza in fondo alla frizione (che col tempo pare fare anche dei danni al cestello), scelta a dir poco discutibile.

Chi sulle Honda ci bazzica da tempo su questo modello consiglia di cambiare la frizione come una Rekluse o una Hinson o simili o con un comando idraulico, io ho provato con un comando frizione regolabile e togliendo il disco piccolo in sughero e la molla a tazza e mettendo un disco normale e la frizione cambia già ma resta sempre una frizione delicata e in manche un po’ lunghe può capitare di mettere mano al registro frizione, la soluzione della frizione idraulica o aftermarket da sicuramente più vantaggi ma a costi non proprio popolari ed è un vero peccato.

CONCLUSIONI

Honda mantiene le caratteristiche tipiche che da anni la distinguono, una moto facile che non stanca ma anche un motore e una ciclistica equilibratissimi che si adattano con pochi click sia al pilota con poco allenamento come ai più esperti.

Voto da 1 a 10: 6

Pregi: qualità costruttiva, reparto sospensioni e ciclistica sensibili ai click, erogazione del motore

difetti: frizione pessima, cassa filtro scomoda nella manutenzione.

Categoria:

Lascia un commento