Quando parliamo della Husky 250f

parliamo semplicemente della regina della categoria, come per la gemella ktm la scheda tecnica parla chiaro.

E’ la più potente e la più leggera della categoria.

2019.

  • Le dotazioni sono di primo livello, freni brembo, frizione idraulica, avviamento elettrico, telaietto in materiale composito, cerchi did dirtstar, pneumatico posteriore da 110 di serie, forcelle Wp ad aria, controllo di trazione, la moto è leccatissima e sembra pronta per correre.
  • La husky a differenza della ktm è più particolare a livello estetico e per la versione 2019 presenta un estetica più ricercata e moderna, telaio in acciaio blu Husqvarna, sella antiscivolo sempre blu, parasteli giallo fluo, può piacere o meno ma sicuramente si distingue da tutte le altre.

IN SELLA

La prima impressione in sella è ottima, sembra tutto al suo posto senza toccare leve o regolazioni, sembra solo un po’ ingombrante la parte inferiore dei portanumero laterali ma è semplicemente un impressione che dopo pochi minuti in sella sparisce.

IN PISTA

Motore: Qui viene il bello…la moto và molto forte e richiede una guida abbastanza impegnativa per sfruttare al massimo le performance del monocilindrico austriaco, non ama essere usata sotto coppia e sicuramente la rapportatura finale della trasmissione con un pignone da 14 non aiuta.

Se si tira il collo l’allungo è micidiale ed è seriamente difficile arrivare a limitatore, la differenza di potenza emersa dai vari test sul banco da varie testate è assolutamente percepibile ma rende anche la moto non alla portata di tutti come accade invece per buona parte delle moto Giapponesi.

LA MIA IMPRESSIONE

Il telaio trasmette fiducia, si sente che è in acciaio e “assorbe” le buche secche in modo differente dai telai in allumino, rispetto alle versioni 2016 non mi pare che ci sia una differenza di guida particolare, se le vecchie ktm erano moto con una personalità distinta fino alle versioni 2016 queste nuove versioni sono molto simili alle moto Giapponesi.

La forcella Wp Aer da 48 lavora egregiamente per essere una forcella di serie con 2 ore di utilizzo, si può tranquillamente dire che delle forcelle ad aria è sicuramente la più riuscita nella sua semplicità e nel funzionamento e apprezzata dal pubblico, poi il minor peso sicuramente aiuta sulla bilancia e nella dinamica della moto che all’anteriore è molto agile.

Per il mono stesso discorso, la trazione è ottima, le reazioni nelle buche più impegnative è sempre controllate e anche a livello di confort nonostante abbia una taratura sostenuta siamo ad un ottimo livello.

CONCLUSIONI

E’ una moto pronta per correre a qualsiasi livello con tutto quello che ne consegue, non è facile da spremere e una volta riusciti ci vuole fiato per starle dietro, le mappature selezionabili e il traction control un po’ aiutano a darle confidenza ma il carattere della moto è quello, sarei curioso di provarla con una differente rapportatura.

Il prezzo di listino di 9900 euro viene giustificato dalla dotazione e dalle prestazioni ma resta comunque fuori mercato.

 

Pro: Moto realmente competitiva a qualsiasi livello- dotazione al top di categoria

Contro: impegnativa-prezzo

Voto da 1 a 10:

Categoria:

Lascia un commento

Quando parliamo della Husky 250f

parliamo semplicemente della regina della categoria, come per la gemella ktm la scheda tecnica parla chiaro.

E’ la più potente e la più leggera della categoria.

2019.

  • Le dotazioni sono di primo livello, freni brembo, frizione idraulica, avviamento elettrico, telaietto in materiale composito, cerchi did dirtstar, pneumatico posteriore da 110 di serie, forcelle Wp ad aria, controllo di trazione, la moto è leccatissima e sembra pronta per correre.
  • La husky a differenza della ktm è più particolare a livello estetico e per la versione 2019 presenta un estetica più ricercata e moderna, telaio in acciaio blu Husqvarna, sella antiscivolo sempre blu, parasteli giallo fluo, può piacere o meno ma sicuramente si distingue da tutte le altre.

IN SELLA

La prima impressione in sella è ottima, sembra tutto al suo posto senza toccare leve o regolazioni, sembra solo un po’ ingombrante la parte inferiore dei portanumero laterali ma è semplicemente un impressione che dopo pochi minuti in sella sparisce.

IN PISTA

Motore: Qui viene il bello…la moto và molto forte e richiede una guida abbastanza impegnativa per sfruttare al massimo le performance del monocilindrico austriaco, non ama essere usata sotto coppia e sicuramente la rapportatura finale della trasmissione con un pignone da 14 non aiuta.

Se si tira il collo l’allungo è micidiale ed è seriamente difficile arrivare a limitatore, la differenza di potenza emersa dai vari test sul banco da varie testate è assolutamente percepibile ma rende anche la moto non alla portata di tutti come accade invece per buona parte delle moto Giapponesi.

LA MIA IMPRESSIONE

Il telaio trasmette fiducia, si sente che è in acciaio e “assorbe” le buche secche in modo differente dai telai in allumino, rispetto alle versioni 2016 non mi pare che ci sia una differenza di guida particolare, se le vecchie ktm erano moto con una personalità distinta fino alle versioni 2016 queste nuove versioni sono molto simili alle moto Giapponesi.

La forcella Wp Aer da 48 lavora egregiamente per essere una forcella di serie con 2 ore di utilizzo, si può tranquillamente dire che delle forcelle ad aria è sicuramente la più riuscita nella sua semplicità e nel funzionamento e apprezzata dal pubblico, poi il minor peso sicuramente aiuta sulla bilancia e nella dinamica della moto che all’anteriore è molto agile.

Per il mono stesso discorso, la trazione è ottima, le reazioni nelle buche più impegnative è sempre controllate e anche a livello di confort nonostante abbia una taratura sostenuta siamo ad un ottimo livello.

CONCLUSIONI

E’ una moto pronta per correre a qualsiasi livello con tutto quello che ne consegue, non è facile da spremere e una volta riusciti ci vuole fiato per starle dietro, le mappature selezionabili e il traction control un po’ aiutano a darle confidenza ma il carattere della moto è quello, sarei curioso di provarla con una differente rapportatura.

Il prezzo di listino di 9900 euro viene giustificato dalla dotazione e dalle prestazioni ma resta comunque fuori mercato.

 

Pro: Moto realmente competitiva a qualsiasi livello- dotazione al top di categoria

Contro: impegnativa-prezzo

Voto da 1 a 10:

Categoria:

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