La prima impressione visiva è positiva

la moto sostanzialmente è la 2017/18 ma con qualche chicca che le dona un look cattivo e ben riuscito.

Nonostante però la moto possa sembrare la stessa la scheda tecnica parla chiaramente di una notevole evoluzione dal modello 17/18.

Honda ha dormito sugli allori e ha pagato scelte e moto non proprio azzeccate o riuscitissime, pure i fans sfegatati del marchio hanno dovuto ammettere che Honda non è stata all’altezza del marchio e molti nelle annate dal 2009 al 2016 hanno cambiato bandiera.

2019.

  • Cerchi neri did dirtstar, manubrio Renthal fatbar da 28, nuovi parasteli, un nuovo scarico con una curva particolare al posto della leva del kick starter, nuove pedane, una nuova piastra superiore regolabile in 2 posizioni, pinza freno anteriore nuova, i carter motore sono diversi e non è più presente la predisposizione della leva d’avviamento come sui modelli 17/18 questo è quello che si vede a vista ma entrando nei dettagli ci sono un telaio con una culla diversa, nuovo launch control con 3 opzioni, diverse modifiche al motore e sulla carta si parla di 2,5 cv e 2nm di coppia in più e 1kg in meno di peso su telaio e forcellone meno il  kg netto della leva avviamento dal 17 alla 18
  • Si parla anche di una modifica al piattello frizione e all’asta spingidisco che visto che era la cosa che mi ha deluso di più del vecchio modello mi fa ben sperare in una frizione adeguata alla moto.

IN SELLA

la moto è fondamentalmente la stessa, il nuovo manubrio renthal ha una piega molto azzeccata e neutra, la posizione come per la vecchia 17 è ottimale nonostante la moto sia molto compatta.

IN PISTA

Veniamo al sodo, in pista la moto denota subito un sound diverso e più cupo anche se non invasivo il nuovo scarico si fa sentire, nei primi giri si nota subito la differenza di motore che è sempre molto lineare e corposo ma molto rapido a prendere i giri e meno “pigro” rispetto alla 17 e anche tenendo una marcia alta la risposta al gas è sempre progressiva, in certe situazioni l’elasticità anche con marce alte è eccezionale e la frizione viene usata veramente poco.

L’allungo è buono ma insistere con la marcia non ha molto senso, nelle nostre piste a secondo del tracciato si può tranquillamente usare una marcia sola.

Il comando frizione ha un raggio d’azione nettamente migliore del vecchio modello, non c’è bisogno di cambiare braccialetto per avere più corsa senza rischiare di averla puntata, la frizione stessa è nettamente migliorata anche con le le poche modifiche ricevute e anche con un uso intenso tende a non gonfiare come prima, non è la frizione del secolo ma è comunque buona e si può fare a meno di comandi idraulici o frizioni complete per un utente medio.

Una volta smontata la frizione a parte il piattello e lo spingidisco è rimasta la medesima del vecchio modello ed è sempre presente il famigerato anello montato sull’ultimo disco in sughero, provando la moto con e senza questo disco il funzionamento migliora e la leva tende meno ad essere dura e a “spingere” indietro la leva, ma è l’unica modifica che necessita a mio parere.

LA MIA IMPRESSIONE

Rispetto alla 2017/18 il telaio è più stabile e preciso pur mantenendo la stessa guidabilità in curva, la moto sul veloce mantiene un carattere sincero e anche in casi di perdita di aderenza è comunque ben controllabile e gestibile se l’altra sul veloce bucato richiedeva una guida più accorta rispetto alle concorrenti questa si allinea alla categoria mantenendo però un agilità degna da tradizione Honda.

Forcelle e mono pur essendo da rodare nelle prime ora funzionano egregiamente, le problematiche ci sono col passare del tempo dove specialmente il mono tende a calare specialmente da caldo e mette in crisi anche la forcella che pur essendo da nuova un po’ legnosetta resta comunque ottima, la moto in prova ha usufruito delle cure alle sospensioni da parte di un preparatore e con una taratura ad hoc diventano superlative e non fanno rimpiangere assolutamente la solidità delle forcelle showa o kyb ad aria.

La nuova pinza freno anteriore funziona bene, potente e modulabile idem il posteriore.

Launch control: Il sistema di partenze sviluppato da Honda su 3 step di giri a scelta, 8250 la prima, 8500 la seconda scelta e 9500 la terza.

IN SINTESI

  • Sulla carta sembra una vera e propria chicca, sul campo però risulta piuttosto limitante in quanto più di una volta è capitato che il limitatore si sia disinserito dopo pochi metri dal cancelletto e in un caso è capitato anche che si disinnescasse dietro al cancelletto durante una partenza, non abbiamo capito le motivazioni ma resta comunque poco efficace su partenze in terra dove il motore necessita di un range di giri più alto per scattare bene dal cancelletto rispetto ai 9500 dello step 3, sicuramente su partenze in cemento o terreni duri dà sicuramente più vantaggi ma per ora non si rivela efficace come altri sistemi più semplici che limitano i giri fino all’innesto della terza marcia.Per il sistema di mappature EMSB Honda dopo aver provato mappa soft e mappa hard come per il vecchio modello preferisco la mappa standard che a mio avviso è la più bilanciata e và talmente bene che non sento il bisogno di mappe particolari.

CONCLUSIONI

La moto in oggetto sarà oggetto anche di un dettagliato test a lungo termine da parte nostra e girando da agosto abbiamo già visto nello specifico alcuni pregi e difetti rispetto al vecchio modello che comunque si era rivelato un progetto affidabile e ben riuscito.

A parte le novità puramente estetiche la moto è un evoluzione vera e propria della precedente non è solo questione di cerchi neri e lucine lampeggianti sul manubrio, la moto è ben bilanciata agile e stabile con un motore sfruttabile da ogni manetta senza nessuno problema o senza mettere in imbarazzo.

In Honda dopo anni si sono decisi nel 2017 a fare una moto competitiva e con un bel motore in mx1 dopo anni di moto “facili” ma poco indicate nel discorso “ready to race”, con questa pare si siano decisi anche ad ascoltare le critiche del pubblico e infatti la moto ha quasi eliminato i suoi difetti più avvertibili e risulta ora molto bilanciata e adatta realmente a tutti, dall’amatore paracarro al pilota di alto livello mantenendo sempre ben chiare le proprie caratteristiche tipiche, se le altre 450 si assomigliano tutte una volta in sella la Honda si distingue per la facilità di guida e per la qualità costruttiva.

Voto da 1 a 10:

Pregi: Qualità costruttiva, facilità di guida, erogazione motore.

Difetti: Launch control, frizione (senza togliere la contromolla)

Categoria:

Lascia un commento

La prima impressione visiva è positiva

la moto sostanzialmente è la 2017/18 ma con qualche chicca che le dona un look cattivo e ben riuscito.

Nonostante però la moto possa sembrare la stessa la scheda tecnica parla chiaramente di una notevole evoluzione dal modello 17/18.

Honda ha dormito sugli allori e ha pagato scelte e moto non proprio azzeccate o riuscitissime, pure i fans sfegatati del marchio hanno dovuto ammettere che Honda non è stata all’altezza del marchio e molti nelle annate dal 2009 al 2016 hanno cambiato bandiera.

2019.

  • Cerchi neri did dirtstar, manubrio Renthal fatbar da 28, nuovi parasteli, un nuovo scarico con una curva particolare al posto della leva del kick starter, nuove pedane, una nuova piastra superiore regolabile in 2 posizioni, pinza freno anteriore nuova, i carter motore sono diversi e non è più presente la predisposizione della leva d’avviamento come sui modelli 17/18 questo è quello che si vede a vista ma entrando nei dettagli ci sono un telaio con una culla diversa, nuovo launch control con 3 opzioni, diverse modifiche al motore e sulla carta si parla di 2,5 cv e 2nm di coppia in più e 1kg in meno di peso su telaio e forcellone meno il  kg netto della leva avviamento dal 17 alla 18
  • Si parla anche di una modifica al piattello frizione e all’asta spingidisco che visto che era la cosa che mi ha deluso di più del vecchio modello mi fa ben sperare in una frizione adeguata alla moto.

IN SELLA

la moto è fondamentalmente la stessa, il nuovo manubrio renthal ha una piega molto azzeccata e neutra, la posizione come per la vecchia 17 è ottimale nonostante la moto sia molto compatta.

IN PISTA

Veniamo al sodo, in pista la moto denota subito un sound diverso e più cupo anche se non invasivo il nuovo scarico si fa sentire, nei primi giri si nota subito la differenza di motore che è sempre molto lineare e corposo ma molto rapido a prendere i giri e meno “pigro” rispetto alla 17 e anche tenendo una marcia alta la risposta al gas è sempre progressiva, in certe situazioni l’elasticità anche con marce alte è eccezionale e la frizione viene usata veramente poco.

L’allungo è buono ma insistere con la marcia non ha molto senso, nelle nostre piste a secondo del tracciato si può tranquillamente usare una marcia sola.

Il comando frizione ha un raggio d’azione nettamente migliore del vecchio modello, non c’è bisogno di cambiare braccialetto per avere più corsa senza rischiare di averla puntata, la frizione stessa è nettamente migliorata anche con le le poche modifiche ricevute e anche con un uso intenso tende a non gonfiare come prima, non è la frizione del secolo ma è comunque buona e si può fare a meno di comandi idraulici o frizioni complete per un utente medio.

Una volta smontata la frizione a parte il piattello e lo spingidisco è rimasta la medesima del vecchio modello ed è sempre presente il famigerato anello montato sull’ultimo disco in sughero, provando la moto con e senza questo disco il funzionamento migliora e la leva tende meno ad essere dura e a “spingere” indietro la leva, ma è l’unica modifica che necessita a mio parere.

LA MIA IMPRESSIONE

Rispetto alla 2017/18 il telaio è più stabile e preciso pur mantenendo la stessa guidabilità in curva, la moto sul veloce mantiene un carattere sincero e anche in casi di perdita di aderenza è comunque ben controllabile e gestibile se l’altra sul veloce bucato richiedeva una guida più accorta rispetto alle concorrenti questa si allinea alla categoria mantenendo però un agilità degna da tradizione Honda.

Forcelle e mono pur essendo da rodare nelle prime ora funzionano egregiamente, le problematiche ci sono col passare del tempo dove specialmente il mono tende a calare specialmente da caldo e mette in crisi anche la forcella che pur essendo da nuova un po’ legnosetta resta comunque ottima, la moto in prova ha usufruito delle cure alle sospensioni da parte di un preparatore e con una taratura ad hoc diventano superlative e non fanno rimpiangere assolutamente la solidità delle forcelle showa o kyb ad aria.

La nuova pinza freno anteriore funziona bene, potente e modulabile idem il posteriore.

Launch control: Il sistema di partenze sviluppato da Honda su 3 step di giri a scelta, 8250 la prima, 8500 la seconda scelta e 9500 la terza.

IN SINTESI

  • Sulla carta sembra una vera e propria chicca, sul campo però risulta piuttosto limitante in quanto più di una volta è capitato che il limitatore si sia disinserito dopo pochi metri dal cancelletto e in un caso è capitato anche che si disinnescasse dietro al cancelletto durante una partenza, non abbiamo capito le motivazioni ma resta comunque poco efficace su partenze in terra dove il motore necessita di un range di giri più alto per scattare bene dal cancelletto rispetto ai 9500 dello step 3, sicuramente su partenze in cemento o terreni duri dà sicuramente più vantaggi ma per ora non si rivela efficace come altri sistemi più semplici che limitano i giri fino all’innesto della terza marcia.Per il sistema di mappature EMSB Honda dopo aver provato mappa soft e mappa hard come per il vecchio modello preferisco la mappa standard che a mio avviso è la più bilanciata e và talmente bene che non sento il bisogno di mappe particolari.

CONCLUSIONI

La moto in oggetto sarà oggetto anche di un dettagliato test a lungo termine da parte nostra e girando da agosto abbiamo già visto nello specifico alcuni pregi e difetti rispetto al vecchio modello che comunque si era rivelato un progetto affidabile e ben riuscito.

A parte le novità puramente estetiche la moto è un evoluzione vera e propria della precedente non è solo questione di cerchi neri e lucine lampeggianti sul manubrio, la moto è ben bilanciata agile e stabile con un motore sfruttabile da ogni manetta senza nessuno problema o senza mettere in imbarazzo.

In Honda dopo anni si sono decisi nel 2017 a fare una moto competitiva e con un bel motore in mx1 dopo anni di moto “facili” ma poco indicate nel discorso “ready to race”, con questa pare si siano decisi anche ad ascoltare le critiche del pubblico e infatti la moto ha quasi eliminato i suoi difetti più avvertibili e risulta ora molto bilanciata e adatta realmente a tutti, dall’amatore paracarro al pilota di alto livello mantenendo sempre ben chiare le proprie caratteristiche tipiche, se le altre 450 si assomigliano tutte una volta in sella la Honda si distingue per la facilità di guida e per la qualità costruttiva.

Voto da 1 a 10:

Pregi: Qualità costruttiva, facilità di guida, erogazione motore.

Difetti: Launch control, frizione (senza togliere la contromolla)

Categoria:

Lascia un commento